domenica 26 gennaio 2014

Pantagruel vs Calabria

Un'altra avventura gastronomica è finita, la stanchezza è veramente tanta, forse la stessa alla fine di un'annuale, ma siamo molto soddisfatti, stanchi, ma contenti. Vedervi mangiare, godere e ridere alla tavola di Pantagruel è un piacere. Fra tutte, da ricordare le grosse risate di Antonella e del gruppo Computer Gross, ogni volta sempre più numeroso.
Grazie. Prima di tutto grazie a Caterina che ci ha diretti dal mattino in una caotica cucina piena di pantacollaboratori: Massimo, Serena, Daniele, Valentina, Arianna, Federico, Alberto, Michele, Mirko, Beatrice, Fernando, Emanuele, Giacomo, Paolo, Mario... Grazie a tutti, a chi ci ha aiutati dalle prime ore della giornata fino a chi ha collaborato anche per poche preziose ore.  Un ringraziamento speciale a Valentina per aver condotto per giorni le trattative Toscana-Calabria e ... Caterina, scusa per la spesa non proprio soddisfacente, ma forse è meglio se per la III edizione veniamo direttamente in Calabria! E infine grazie soprattutto a voi che avete partecipato numerosi: ai vecchi soci ed ai nuovi amici, speriamo di potervi soddisfare per tutto il 2014 come abbiamo fatto ieri sera.
Eva 

venerdì 10 gennaio 2014

Pantagruel vs Calabria - 25 gennaio 2014


Buon Anno!
Noi siamo già operativi! Partiamo alla grande con la II edizione della cena calabrese:  SABATO 25 GENNAIO presso la Pieve di Coeli Aula.
Niente magiche atmosfere, ma la classica tavolata da buona tradizione calabrese.
Di seguito il menù:
Antipasto
Fritto misto calabrese con sottoli assortiti (olive, melanzane, peperoni, ecc.)
Primi
Fileja alla 'nduja
Pasta al forno calabrese
Secondi
Arraganata di alici con le patate
Baccalà con olive
Contorni
Caponata
melanzane ripiene
e per finire, ancora in forse, Insalata tropeana, tanto per digerire il tutto!
Dolce
Torta alle noci
Caffè Guglielmo, il caffè che fa centro!
Liquorice e Amaro del Capo (per sturare!)

Vi  ricordiamo che in occasione della cena inizierà il TESSERAMENTO, quindi all'ingresso, Michele il capo cassa, vi chiederà 35 euro (25 euro per la cena + 10 euro per la tessera con validità annuale). 
Gli eventi Pantagruel sono riservati ai soci.
A presto 

giovedì 26 dicembre 2013

lunedì 25 novembre 2013

Anche Montefalco è stata conquistata

Anche Montefalco è stata conquistata… 

Partenza sabato 23 novembre ore 7 da Empoli: il festoso gruppo di pantagruelici soci, suddiviso su due minibus ed un’auto, parte alla conquista delle cantine di Montefalco e Bevagna. 
Prima tappa Azienda Agraria Scacciadiavoli, Montefalco: la deliziosa Liù Pambuffetti, ci ha subito accolti con cortesia e con qualche anedotto curioso sul nome della cantina. Scacciadiavoli, deriva dal soprannome dato ad un esorcista che viveva in un borgo ai confini della proprietà e che utilizzava il vino per i suoi rituali. Finito il giro e la serie di domande intelligenti di Paolone, inizia la degustazione con assaggio di prodotti tipici: Brut metodo classico, Rosè metodo classico, Grechetto 2012, Montefalco rosso doc 2009, Montefalco Sagrantino docg 2007, Montefalco passito 2006, più qualche porzione extra di prosciutto e di pane e olio. 
Caricati i bagagliai di scatole e bottiglie, destinazione Spiritodivino, piccolo ristorante ricavato in un antico mulino del 1200 all’interno dello splendido borgo medievale di Bevagna. Pasto veloce di ottima qualità, non certo economico, ma sicuramente nel prezzo è compresa anche la scenografia e, si sa, a Pantagruel piace mangiare anche con gli occhi… 
Ore 15.00 Cantine Adanti, al parcheggio siamo subito accolti da Alvaro, noto cantiniere dell’azienda, che ci affida subito alle premure delle donne Adanti. La gentilissima Rachele, dopo il tour dell’azienda, ci ha guidato nella degustazione del Montefalco bianco doc 2012, Montefalco rosso doc 2009, Arquata rosso igt 2007, e poi solo per Pantagruel, degustazione del Montefalco Sagrantino 2006 e Montefalco Sagrantino 1999. Grande allegria in sala, Alvaro spunta all’improvviso durante la nostra permanenza in azienda, all’inizio ci ha fatto credere che la conduzione della proprietà fosse davvero in mano alle donne, ma la sua presenza aleggia qua e là, ed interviene a supporto di Rachele con anedotti e spiritosaggini. Ha addirittura battezzato in nome di Bacco le nostre astemie, Beatrice ed Antonella, con una benedizione vera e propria fatta con del grechetto! 
Rientro per riposino al Chiostro di Bevagna, antico convento del borgo, ristrutturato in accoglienti camerette per il riposo dei pellegrini bevitori. 
Ore 19.00 partenza per Montefalco, destinazione Alla via di mezzo, nota osteria di Giorgio Barchiesi, in arte Giorgine. Grande aspettativa, ma forse la cucina non è stata all’altezza della fama che lo precedeva o forse, semplicemente, all’altezza della preparazione sempre più affinata del pantagruppo. Alla fine del pasto abbiamo comunque avuto il piacere di scambiare due parole con il grande personaggio, che si è fatto pure due risate con il nostro volantino. 
Rientro a Bevagna per la notte e sveglia la mattina presto con la banda del paese. 
Domenica 24 novembre, splende il sole e noi partiamo per la Cantina Arnaldo Caprai. La bella Giulia ci conduce all’interno dei possedimenti e poi ci guida nella degustazione del Montefalco rosso doc 2010, Montefalco rosso Vigna Flaminia doc 2010, Montefalco Sagrantino Collepiano docg 2008 ed a grande richiesta Montefalco Sagrantino 25 anni docg 2009. 
A pranzo abbiamo finito in bellezza: Osteria del matto, a Spoleto. Appena entrati un festoso Filippo (appunto, il matto) ci accoglie spiegandoci che non c’è menù scritto “è mejo nu scrive niente, è tutto una sorpresa”. Partiamo con una minestrina di fagioli cannellini con ravioli di carne, tanto per scaldarci; farro della garfagnana “ma dalla parte umbra, de qua”; sedano di trevi con salsiccia; bruschetta olio pomodoro, mozzarella, acciuga; bruschetta pomodoro e cipolla di cannara; notevole salsiccia spoletina, macinata ¾ “pè sentì il ciccino der grasso e der magro”; ricotta fritta; bistecchina di maiale “a me la bistecca alla fiorentina nu me dice niente” con fagiolini; preziosissimo assaggio di lumache; ed a questo punto pensi, via ora ci sarà il dolce, invece si ricomincia e ti porta un vassoio di strangozzi al sugo! Finalmente, ma solo perché eravamo pieni, il dolce al cioccolato. Il tutto accompagnato da un buon vino della casa e qualche battuta di Filippo: “Pantagruel, un’associazione de magnaccioni” oppure “è domenica, non lavori, stai a sedè, non c’hai da lavà i piatti, devi solo aprì la bocca”. Un matto, un mito. 
Fine del diario di bordo, grazie a Valentina, Andrea ed Alessandro per la consulenza enogastronomica, grazie a Federico per il contributo grafico, con il nostro volantino siamo attaccati nelle bacheche di Giorgione e Filippo! 
Grazie ai festosi, rumorosi, esigenti, competenti, preparatissimi pantagruelici gitanti, portarvi in giro è un piacere. 
Alla prossima 
Eva 

martedì 19 novembre 2013

FILIPPO, IL MATTO by Alessandro Fontani



Osteria DEL MATTO_Spoleto
Filippo è sempre stato matto!
Un tipo di pazzia legata alla libertà individuale, lui può rimanere poco simpatico se non ne sai cogliere l'essenza fatta di "scorbudagine, insolenza e pigrizia" tipiche dello spoletino doc! ti tratta con leggerezza, sincerità, se ne frega del tuo stato sociale, delle tue origini e se vuoi ti racconta la sua vita fatta di eccessi caratteriali e di spontanea vita "fuori dal mondo". Basta osservare l'arredo della sua piccola osteria per rendersi conto di chi è Filippo, basta osservarlo bene per capire che in lui sono concentrati tutti i vizi dello spoletino medio : magnà, bé, sonnecchià, jji a pecchia (lui l'ha trovata in Thailandia e l'ha portata in terra etrusca!), divertisse, morì a panza piena..
Filppo ha una madre e una sorella, due pazze! 
Le ha messe in cucina e le fa apparire ogni tanto per il giusto tributo alla piccola cucina semplice spoletina che contraddistingue il loro menù sempre diverso e mai alla carta..assaggini vari ed un piatto forte!
Parlare con la madre è un esperienza mistica, se è in forma può farti venire i lucciconi agli occhi dalla felicità. Direi che è cinicamente simpatica ed esilarante quando parla del successo del figlio (l'osteria è sempre piena) a suo dire legata solo alla fortuna di aver schiavizzato i famigliari e per quelle che lei definisce "chiacchiere inutili de quillu paraculo de Filippo".
Nel locale c'è una deliziosa cantina dove ho passato un indimenticabile notte prima di sposarmi, Filippo in quell'occasione ad un certo punto nel suo stile cacciò i pochi clienti estranei al nostro banchetto, chiuse la porta a chiave e sfoderò momenti indimenticabili di spoletinità..affettammo un intero prosciutto e bevemmo con lui fino a notte fonda in un clima quasi surreale di goduriosa leggerezza dell'anima. 
La cantina, allora ben fornita, poi l'ha dovuta chiudere perchè i clienti gli portavano via le bottiglie di vino..ma questa è un'altra storia.
Filippo per la cronaca ha anche altri locali a Spoleto, il più bello aperto per eventi è ricavato dal primo forno a legna per il pane di Spoleto..lì sta costruendo un birrificio artigianale, lì 60 anni fa mio zio Giuseppe detto Pino caricava da giovinotto il pane nel cestino per consegnarlo su e giù per la città con la sua bicicletta! 
Alessandro